STATUTO DI ACCADEMIA MAESTRI PIZZAIOLI GOURMET (AMPGOURMET)

ART. 1 È costituita l’ Associazione: ACCADEMIA MAESTRI PIZZAIOLI GOURMET. La sede sarà ubicata nel comune ove ha la sede la ditta di appartenenza del Presidente pro tempore. E’ data facoltà al Consiglio Direttivo in qualsiasi momento di eleggere la sede legale dell’Associazione in località differente e specificatamente individuata, così come pure di istituire sedi secondarie, sedi operativa ed uffici, sia in Italia che all’Estero.

 

ART. 2 L’Associazione è apartitica, aconfessionale e non ha fini di lucro.

 

ART. 3 L’Associazione ha il preciso scopo di accrescere le conoscenze nell’arte della pizza e nell’uso dei materiali necessari alla sua produzione operata dai propri iscritti e non, nonché di propagandare in Italia ed all’ estero la pizza gourmet di alto livello.

 

ART. 4 Per il raggiungimento dei fini enunciati nel precedente articolo, l’Associazione, anche per il tramite e/o avvalendosi della collaborazione di soggetti terzi, potrà:

  •  svolgere attività di ricerca volta ad esaminare le caratteristiche tecniche ed organolettiche dei prodotti utilizzati nel settore alimentare, anche al fine dell’individuazione di nuovi prodotti applicabili ed utilizzabili nell’ ambito della pizza;
  • studiare ed adottare i mezzi ritenuti più idonei per perfezionare i processi di lavorazione, la qualità delle materie prime e l’ offerta dei prodotti, nonché individuare e dettare disciplinari di produzione e/o di commercializzazione dei prodotti di pizzeria e non;
  • promuovere, istituire e gestire corsi o seminari di formazione e/o perfezionamento professionale, nell’ambito tanto della produzione della pizza, quanto della gestione dell’attività, della conduzione dei locali, dell’offerta al pubblico dei prodotti e dell’adeguamento alle normative vigenti nel settore di riferimento;
  • diffondere e promuovere gli interessi professionali e di immagine di alta qualità delle pizzerie aderenti, anche attraverso attività di promozione in favore di singoli Associati o categorie di Associati;
  • favorire l’interscambio delle conoscenze nell’arte della pizza e nell’uso dei materiali;
  • partecipare a e/o organizzare fiere e manifestazioni;
  • acquistare, permutare od alienare mobili ed immobili espressamente destinati al funzionamento dell’Associazione e dell’Accademia stessa, in forma diretta ovvero indiretta e per regolare le attività sia promozionali che di organizzazione tecnica professionale. Potrà altresì compiere tutte le operazioni finanziarie, bancarie, commerciali ed industriali, che abbiano attinenza con l’oggetto sociale o che possono facilitare il raggiungimento dei fini previsti o dichiarati nel presente Statuto. Inoltre, al solo fine di reperire fondi per l’esercizio della propria attività istituzionale, l’Associazione potrà svolgere attività di tipo commerciale, tra cui, a mero titolo esemplificativo:
  • organizzare e gestire corsi di formazione rivolti a soggetti esterni all’Associazione;
  • concludere accordi di partnership con aziende di produzione e/o di commercializzazione di prodotti di alta qualità collegati o connessi al mondo della pizza, anche concedendo loro l’utilizzo, a mero scopo pubblicitario, del marchio dell’Associazione;
  • pubblicare libri e/o riviste nell’ambito del settore di riferimento;
  • commercializzare prodotti di gastronomia/pizzeria;
  • svolgere attività di consulenza per conto di soggetti terzi nell’ambito del settore di riferimento dell’Associazione.

 

ART. 5 Per disciplinare il funzionamento dell’Associazione e l’attività finalizzata al perseguimento degli scopi sociali ci si avvarrà di un regolamento, da approvarsi dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo, che detterà le norme comportamentali alle quali l’associato dovrà attenersi scrupolosamente pena l’esclusione. Eventuali aggiornamenti o variazioni al regolamento proposte dal Consiglio Direttivo dovranno essere approvate dall’assemblea e comunicate a tutti i soci.

 

ART. 6 Il numero degli Associati non è soggetto a limitazioni. All’Associazione potranno aderire solo maestri pizzaioli di provata professionalità e capacità. Per partecipare all’ Associazione il candidato dovrà inviare al Presidente la Domanda di Candidatura, e sottoporsi alla valutazione di una Commissione d’Esame nominata dal Consiglio Direttivo, volta a verificare la sussistenza dei presupposti di cui al precedente paragrafo, secondo la procedura stabilita dal regolamento dell’Associazione. L’ammissione è disposta a giudizio esclusivo del Consiglio Direttivo, su parere della Commissione d’Esame, e comunicata a mezzo raccomandata r. r. al candidato; la mancata comunicazione della determinazione del Consiglio Direttivo nel termine di sei mesi dalla presentazione equivale a rifiuto alla domanda di associazione.

 

ART. 7 Ogni associato è tenuto a corrispondere all’Associazione una quota annuale di associazione, riferita al periodo 1 gennaio – 31 dicembre di ogni anno. L’ importo di tale quota è determinato, su indicazione del Consiglio Direttivo e con periodicità annuale, dall’Assemblea degli Associati, riunitasi per l’approvazione del rendiconto di gestione dell’anno trascorso. L’ importo della quota associativa dovrà essere corrisposto da ogni associato all’Associazione entro 30 giorni dalla delibera di approvazione dell’importo della quota di iscrizione, ovvero, in caso di mancata partecipazione dell’Associato alla relativa Assemblea, entro 30 giorni dalla richiesta di pagamento. Qualora in sede di approvazione del rendiconto l’Assemblea non assuma alcuna determinazione in merito alla quota di associazione, l’importo per l’ anno successivo sarà pari a quanto stabilito a tale titolo per l’anno precedente. In tal caso, il termine di 30 giorni per il relativo pagamento decorrerà dalla data della delibera di approvazione del rendiconto. Gli associati iscrittisi all’Associazione ad anno già iniziato saranno tenuti a corrispondere per intero la quota di associazione entro 30 giorni dalla data di comunicazione dell’avvenuta iscrizione. Ogni nuovo iscritto, inoltre, sarà tenuto a corrispondere all’Associazione una quota di prima iscrizione “una tantum”, dell’importo che verrà determinato di anno in anno dall’Associazione con le medesime modalità di determinazione della quota associativa.

 

ART. 8 La qualità di Associato non è trasmissibile e/o cedibile, e si perde per causa di morte, recesso, decadenza ed esclusione. L’associato ha facoltà di recedere liberamente dall’Associazione, comunicando la propria volontà a mezzo raccomandata r.r. indirizzata al Consiglio Direttivo. La dichiarazione di recesso avrà effetto con lo scadere dell’anno in corso, purché la relativa dichiarazione sia stata fatta almeno 3 mesi prima. Qualora ricorrano gravi motivi, il Consiglio Direttivo potrà disporre l’esclusione dell’Associato dall’Associazione. A tal fine, e salvo ulteriori casi quivi non previsti, sono esplicitamente ritenuti gravi motivi idonei a determinare l’ esclusione dall’Associazione:

  • il mancato pagamento della quota sociale nei modi e termini di cui al punto 7 che precede, almeno dopo una comunicazione di diffida ad adempiere;
  • essere falliti, interdetti o inabilitati;
  • aver subito condanne penali passate in giudicato per qualsiasi reato, ad eccezione di quelli colposi, che comportino l’interdizione da una professione o da un’arte;
  • la perdita per qualsiasi ragione dei requisiti associativi previsti dal presente Statuto;
  • l’inadempimento agli obblighi assunti a qualsiasi titolo verso l’Associazione;
  • tenere comportamenti contrastanti con il (ovvero omettere comportamenti richiesti dal presente Statuto e/o Regolamento dell’Associazione;
  • compromettere, o tentare di compromettere, il buon nome dell’Associazione e/o dei suoi Associati;
  • tenere comportamenti ostruzionistici e lesivi, anche indirettamente, del buon funzionamento dell’Associazione e dei suoi organi;
  • prendere parte, senza preventiva autorizzazione del Consiglio Direttivo, ad iniziative od operazioni singole o collegiali contrastanti o concorrenti a quella dell’Associazione;
  • compromettere in qualsiasi modo il buon esito dell’ attività svolta dall’Associazione ivi compresi corsi, fiere, manifestazioni ecc., nonché l’esercizio della sua eventuale attività commerciale;
  • il disinteressamento all’attività dell’Associazione, che si manifesta, tra l’altro, con l’ingiustificata assenza, nel corso dell’anno, dai seminari previsti dal Regolamento e dalle iniziative promosse dal Consiglio Direttivo. In alternativa, è facoltà del Consiglio Direttivo comminare le seguenti sanzioni disciplinari, anche su segnalazione di altri Associati:
  • richiamo scritto ufficiale;
  • sospensione temporanea dalle attività dell’ Associazione.

 

ART. 9 Gli Associati che abbiano receduto o siano stati esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all’Associazione, non possono ripetere i contributi versati, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

 

ART. 10 Il patrimonio sociale è costituito :

  1. a) dalle quote associative che ciascun Associato dovrà versare annualmente;
  2. b) dal fondo formato dai contributi volontari dei soci, o conferiti a qualsiasi titolo, provenienti dalle attività connesse al raggiungimento dei fini sociali;
  3. c) dal fondo consortile costituito dalla somma che ciascun associato verserà una tantum all’atto dell’iscrizione;
  4. d) da tutti i beni che per acquisto, donazione o lascito entreranno a far parte del patrimonio sociale, compresa ogni riserva straordinaria o accantonamento costituito da utili o rimborsi per prestazioni volontarie rese dagli Associati a terzi per conto dell’Associazione;
  5. e) dagli avanzi di gestione;
  6. f) dagli introiti derivanti dall’ esercizio di eventuale attività commerciale;
  7. g) dai contributi ed elargizioni a titolo promozionale conferiti da non componenti l’Associazione.

Il patrimonio non può essere ripartito fra i soci.

 

ART. 11 L’ esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno solare. Alla fine dell’esercizio sociale il Consiglio Direttivo provvederà alla redazione del rendiconto di gestione previo inventario compilato con i criteri della saggia prudenza. L’assemblea approva annualmente il rendiconto di gestione e delibera in ordine al pagamento di tutte le spese e/o costi, compresi gli ammortamenti e le somme dovute ai soci per rimborso spese. I residui attivi saranno destinati:

  • il 10 % al fondo di riserva ordinario;
  • il 10 % al fondo di riserva straordinario;
  • l’80% a disposizione del Consiglio Direttivo, per essere utilizzato per il raggiungimento dei fini sociali.

 

ART. 12 Sono organi dell’Associazione:

  1. a) l’Assemblea generale dei soci;
  2. b) il Consiglio Direttivo;
  3. c) il Presidente;
  4. d) il Comitato di Presidenza;
  5. e) il Collegio dei Revisori.

L’ Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, potrà nominare un Presidente Onorario tra gli associati che abbiano maturato meriti, qualifiche o riconoscimenti particolari nell’ambito dell’arte della pizza, ovvero abbiano contribuito in modo determinante e con il proprio operato al perseguimento dei fini propri dell’Associazione. Il Presidente Onorario avrà le medesime funzioni di un Consigliere del Consiglio Direttivo, al quale andrà ad aggiungersi indipendentemente dal numero dei suoi componenti.

 

ART. 13 L’assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno, per approvare il rendiconto di gestione per trattare tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno che sono di sua competenza. L’ordine del giorno è obbligatorio. I soci hanno diritto di fare iscrivere all’ordine del giorno determinati temi e chiedere la convocazione dell’assemblea a condizione che la richiesta sia presentata per iscritto da almeno il quinto dei soci aventi diritto al voto nell’ assemblea. In questo caso l’Assemblea deve essere convocata entro trenta giorni dalla data di presentazione della richiesta.

 

ART. 14 L’assemblea è convocata con avviso scritto da spedirsi agli aventi diritto almeno otto giorni prima della riunione, all’indirizzo risultante dal libro degli Associati, ovvero attraverso posta elettronica all’indirizzo e-mail che gli Associati forniranno al Consiglio Direttivo. In caso di urgenza, la convocazione può essere fatta con ogni altro mezzo ritenuto idoneo. In caso di omessa convocazione, l’Assemblea si ritiene regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci aventi diritto di voto.

 

ART. 15 All’Assemblea possono partecipare tutti gli Associati, ma possono votare solo coloro che risultino iscritti da almeno un anno nel relativo registro e che siano in regola con il pagamento della quota associativa. In caso di impedimento per giustificati motivi l’Associato può delegare un altro Associato di sua fiducia; ogni Associato può rappresentare solo un altro Associato a mezzo di delega scritta. Le deleghe scritte devono essere consegnate al Consiglio Direttivo, conservate per ogni tornata elettorale in amministrazione e menzionate nel verbale di assemblea. L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la presenza in proprio o per delega della maggioranza degli Associati, ed in seconda convocazione senza minimi di partecipazione. L’Assemblea delibera a maggioranza dei voti espressi e nel calcolo della maggioranza non si considerano gli astenuti. Le votazioni avvengono per alzata di mano e dovranno farsi per scheda segreta quando ne faccia richiesta anche un solo Associato; sono, in ogni caso, assunte a scrutinio segreto le delibere aventi ad oggetto la nomina delle cariche sociali. Tutte le delibere dell’Assemblea, prese in conformità allo Statuto, obbligano tutti gli Associati anche se assenti, dissenzienti od astenuti.

 

ART. 16 L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, da un membro dell’Assemblea nominato seduta stante, il quale nomina un segretario ed in caso di votazioni due scrutatori. Le deliberazioni devono risultare dal verbale sottoscritto dal Presidente dell’Assemblea stessa e dal segretario.

 

ART. 17 Gli Associati sono riuniti in Gruppi di Lavoro, in funzione della loro dislocazione sul territorio nazionale. Ogni Gruppo nomina un proprio delegato che coordina i lavori del Gruppo stesso e fa parte di diritto di una commissione, nominata dal Consiglio Direttivo, che verrà da questo consultata a livello propositivo per la stesura del programma del Gruppo e per la localizzazione e formalizzazione dei seminari.

 

ART. 18 Il Consiglio Direttivo è composto da cinque a nove membri, anche non associati, che durano in carica quattro anni e sono rieleggibili. Sino alla nomina del nuovo Consiglio Direttivo, che dovrà in ogni caso avvenire entro 6 mesi dalla scadenza del mandato, rimane in carica, con pieni poteri, il Consiglio Direttivo uscente. Il Consiglio Direttivo è nominato dall’Assemblea la quale ne determina anche il numero dei componenti ed elegge contestualmente il Presidente. Il Presidente nomina tra i consiglieri un Vicepresidente ordinario ed un Vicepresidente vicario. Tutti i membri del Consiglio Direttivo sono dispensati dal presentare cauzione. L’Assemblea degli Associati può attribuire al Consiglio Direttivo un compenso annuo e un’indennità di fine mandato, che potranno essere rideterminati di anno in anno in sede di approvazione del rendiconto di gestione; in caso di mancata rideterminazione del compenso, per l’anno successivo il Consiglio Direttivo avrà diritto ad un compenso pari a quanto deliberato per l’anno precedente. Il Consiglio Direttivo ripartisce al proprio interno il compenso così deliberato, anche in funzione delle mansioni svolte e delle deleghe attribuite ai singoli Consiglieri. In ogni caso, ai membri del Consiglio Direttivo spetta il rimborso delle spese sostenute nell’ espletamento del proprio incarico o per l’attività svolta in nome e per conto dell’Associazione.

 

ART. 19 La convocazione del Consiglio Direttivo è fatta dal Presidente tutte le volte in cui vi sia materia da deliberare. Il Presidente ha l’obbligo di procedere alla tempestiva convocazione del Consiglio Direttivo quando ne facciano richiesta scritta almeno il venti per cento dei Consiglieri in carica. La convocazione è eseguita a mezzo di avvisi personali almeno tre giorni prima della riunione, e nei casi di urgenza per telegramma o altro mezzo idoneo, indicanti almeno l’indicazione del giorno, luogo e ora in cui si terrà l’adunanza e l’ordine del giorno. Il Consiglio Direttivo è, in ogni caso, validamente costituito qualora partecipino all’ adunanza tutti i suoi membri in carica. Le delibere sono prese a maggioranza dei votanti con votazione palese. Le riunioni del Consiglio di amministrazione si possono svolgere anche per teleconferenza o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati, sia loro consentito seguire la discussione ed intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati, siano parimenti informati; verificandosi tali requisiti il Consiglio di amministrazione si considera tenuto nel luogo in cui si trova il Presidente dell’adunanza, dove pure deve trovarsi il segretario della riunione, onde si possa procedere alla stesura ed alla sottoscrizione del verbale sul relativo libro . Su iniziativa del Presidente, le decisioni del Consiglio possono essere assunte altresì mediante la sottoscrizione da parte dei membri del Consiglio Direttivo, anche in luoghi e tempi diversi, di uno o più identici documenti da cui risulti con chiarezza l’argomento oggetto di decisione, il consenso alla stessa e la data in cui è prestato. La documentazione di cui sopra è conservata agli atti sociali ed è trascritta sul libro delle decisioni del Consiglio Direttivo. Tutti i membri devono essere messi in grado di partecipare a parità di informazione al processo decisionale, che deve concludersi entro il termine volta a volta stabilito dal Presidente. La decisione è adottata quando pervenga e consti entro il termine previsto al Presidente il consenso della maggioranza del suoi componenti in carica. Il Presidente dà comunicazione dell’esito della procedura a tutti i membri del Consiglio Direttivo. A parità di voti, prevale la proposta che ha ricevuto il voto del Presidente.

 

ART. 20 Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri connessi alla gestione dell’Associazione. Oltre a quanto previsto negli altri articoli del presente statuto, ad esso spetta di:

1) esercitare la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione;

2) curare l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea;

3) curare l’osservanza dello Statuto e del Regolamento dell’Associazione;

4) redigere le bozze di rendiconto di gestione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;

5) compilare i regolamenti interni da sottoporre all’Assemblea degli associati per l’approvazione;

6) stipulare tutti gli atti e le convenzioni inerenti all’attività sociale;

7) nominare i coordinatori volontari determinandone i ruoli, le attribuzioni ed i campi operativi;

8) conferire procure speciali o generali, ferme restando le facoltà attribuite al Presidente dell’Assemblea;

9) assumere o licenziare eventuale personale esecutivo od amministrativo, anche sotto forma di consulenza, fissandone le mansioni e retribuzioni;

10) deliberare circa l’ammissione, il recesso o l’esclusione dei soci.

 

ART. 21 La cooptazione è ammessa se nel corso dell’ esercizio sociale vengono a mancare uno o più componenti del Consiglio Direttivo. I membri rimasti in carica provvedono alla sostituzione con delibera, cooptando il primo dei non eletti e così via per i successivi. I membri cooptati rimangono in carica fino alla successiva assemblea.

 

ART. 22 Il Presidente dirige il Consiglio Direttivo, provvede all’osservanza del Disciplinare. Il Presidente traccia la linea strategica, insieme al Consiglio Direttivo, dello sviluppo dell’Associazione, riguardo la promozione dell’Accademia.

Il Presidente dell’Associazione ha la rappresentanza e la firma sociale: rappresenta a tutti gli effetti l’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio, e cura l’attuazione delle decisioni assunte dal Consiglio Direttivo. Il Presidente è autorizzato a riscuotere dalle pubbliche amministrazioni e dai privati pagamenti a qualsiasi titolo di ogni natura, rilasciandone regolare quietanza. Il Presidente ha anche la facoltà di aprire conti correnti postali o bancari, di nominare avvocati o procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’Associazione davanti a qualsiasi autorità giudiziaria o amministrativa ed in qualunque grado di giurisdizione. Su autorizzazione del Consiglio Direttivo il Presidente può delegare i propri poteri in tutto o in parte ai Vice Presidenti o ad un Consigliere, o con speciale procura ad un coordinatore o ad impiegati amministrativi. In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le mansioni spettano al Vice Presidente vicario.

 

ART. 23 Il Comitato di Presidenza è composto dal Presidente, dai Vice Presidenti e dal Presidente Onorario dell’Associazione. Tale organo ha funzione consultiva, e può essere convocato dal Presidente dell’Associazione, senza formalità di sorta, ogni qualvolta vi siano da assumere decisioni di particolare urgenza, tali che la convocazione dell’intero Consiglio ne risulterebbe tardiva o comunque intempestiva rispetto alla decisione da assumere. In ogni caso, ogni qualvolta il Presidente convochi il Comitato di Presidenza, nel corso della successiva adunanza del Consiglio Direttivo dovrà relazionarne l’operato, descrivendo l’oggetto della discussione, le decisioni assunte ed le ragioni d’urgenza che ha determinato l’impossibilità a convocare il Consiglio Direttivo.

 

ART. 24 Il Collegio dei Revisori Amministrativi si compone di tre membri effettivi, eletti dall’Assemblea. Essi non potranno essere parenti fino al III° grado dei componenti del Consiglio Direttivo. Essi durano in carica per 5 anni e sono sempre rieleggibili. Il Presidente del Collegio viene nominato dall’Assemblea. Il Collegio controlla l’Amministrazione dell’Assemblea, vigila sull’osservanza delle leggi e dello Statuto ed accerta la regolare tenuta della contabilità sociale, la corrispondenza del rendiconto di gestione alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, nonché l’osservanza delle norme stabilite dalla legge per la valutazione del patrimonio sociale. I Revisori possono procedere in ogni momento, anche individualmente, ad eseguire ispezioni o controlli e possono richiedere notizie sull’andamento delle operazioni sociali ovvero su determinate iniziative. Degli accertamenti eseguiti deve trovarsi espressa nota nell’apposito libro dei verbali. I Revisori devono convocare l’assemblea ed eseguire le pubblicazioni prescritte dalla legge in caso di omissione di atti da parte del Consiglio Direttivo.

 

ART. 25 Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea con il voto favorevole della maggioranza degli Associati aventi diritto di voto. Nella stessa sede l’Assemblea nominerà un liquidatore, al quale spetterà il rimborso delle spese sostenute nell’espletamento di tale incarico ed un congruo compenso per l’opera svolta. Il patrimonio residuo in seguito alla liquidazione verrà devoluto a scopi benefici conformi allo spirito ed alle finalità dello Statuto. L’Assemblea straordinaria, in questo caso, dovrà procedere anche alla nomina dei liquidatori, scegliendoli, preferibilmente, fra i soci .

 

ART. 26 Per tutto quanto non è riportato nel presente Statuto, valgono le vigenti norme del Codice Civile in tema di Associazioni non riconosciute.